cos’è il Miniraduno?
Banalizzando, è soltanto una gran bella giornata in bicicletta in compagnia di tanti altri appassionati mountain-bikers, in giro per i più bei posti delle alpi lombarde che ci vengono in mente di volta in volta.

si ok, ma in pratica cosa si fa?
La mattina del giorno prescelto ci si incontra tutti nel luogo da cui partire, di solito un comodo parcheggio dove lasciare le macchine. Poi, dopo un po' di presentazioni, i saluti con vecchi amici e conoscenti, la ricontrollatina alle biciclette, un po' di sbadigli e qualche sana sboronata, si fa l'appello, si allacciano i caschi e si parte tutti insieme.

Davanti al gruppo c'è sempre uno degli organizzatori, che sa la strada e fa da prima guida. Basta seguire lui per essere sicuri di arrivare a destinazione. Occhio che di solito davanti ci mettiamo una guida che ha due belle gambe (no, non è una bella ragazza, è solo uno che pedala forte, sigh), così facciamo contenti gli scalatori di gran premi della montagna.

Tutti quelli che non sono dei piccoli Cipollini non si devono preoccupare. Dato che lo scopo è quello di stare tutti insieme, ma non vogliamo nemmeno far morire qualcuno di noia o di fatica, si lascia che il gruppone si divida in modo naturale in due o tre gruppi in base alla velocità. Il gruppo di testa, veloce, che ogni tanto si ferma per ricompattare, il gruppo dei pedalatori normali in mezzo, e il gruppo lento in fondo.

Quel che è importante è che ogni gruppo ha sempre un organizzatore davanti a fare strada e uno in fondo, la cosidetta "scopa". Non vogliamo perderci nessuno per strada.

Arrivati al rifugio, ci si siede comodi ad un tavolo riservato per noi, si mangia, si beve, si digerisce e infine ci si prepara per il rientro.

e a chi è rivolto il Miniraduno?
Sostanzialmente a tutti, l’importante è avere un minimo di forma fisica, voglia di divertirsi, di stare assieme e di fare movimento in montagna. L’evento è rivolto alla mountain-bike ma se si pensa che all’ultima edizione ha partecipato anche Sigmund (un simpatico cagnone) ci si può rendere conto di quanto sia abbordabile la cosa.

è una gara?
Assolutamente no! Non c'è una classifica, ne ci sono tempi ne tantomeno un percorso segnato. Dal punto di ritrovo al rifugio ognuno ci può andare come meglio crede, anche se il modo più semplice (e anche quello più divertente) è quello di accodarsi al gruppo guidato da qualche organizzatore. Non tanto per fare la via più breve ma per scegliere uno degli itinerari più belli e soprattutto perchè se non si sta insieme agli altri, tanto vale non fare un raduno e andarsene in giro da soli.

e se ho una bici da 20kg e le salite mi fanno venire i bubboni ?
Il Miniraduno è organizzato in modo che ci sia sempre la possibilità di avvicinarsi il più possibile al luogo del rifugio, senza dover fare tutta la salita in sella. Di solito il gruppo dei freerider carica le biciclettone su uno o più furgoncini/macchine e si porta in quota.

Dato che la destinazione è sempre un rifugio di montagna, non è materialmente possibile arrivarci direttamente coi mezzi di trasporto, quindi c'e sempre un pezzo da pedalare, ma è notevolmente più corto di quello fatto dagli altri. Inoltre facendo un po' di fatica prima, il pranzo è molto più buono!

quanto è difficile la discesa?
La discesa è sempre divisa almeno in due percorsi, uno facile e uno difficile.

Il percorso facile è praticamente alla portata di tutti, ma bisogna comunque essere in grado di condurre una bicicletta su un fondo sterrato. Può capitare che il percorso facile preveda qualche piccolo tratto un po' difficile, ma basta scendere dalla bici nel peggiore dei casi. Tanto per dare un'idea, chi scende dalla bicicletta per "saltare" giù da un marciapiede forse è meglio se prima impara a guidare, gli altri possono farcela tranquillamente.

Il percorso freeride (percorso difficile) è l'esatto contrario. Ci vuole un eccellente controllo sulla mountain-bike, equilibrio, capacità di affrontare tratti di discesa su terreni molto molto molto accidentati ed estremamente scoscesi, salti, gradinate, curve strettissime, sentieri ripidi e stretti. Non tutte le mountainbike sono adatte a questo percorso. Insomma una roba per pochi.

In alcune edizioni, dove il territorio lo consente, cerchiamo anche di organizzare un terzo percorso, definito All Mountain, che è una via di mezzo tra quello semplice e quello freeride, un po' più sbilanciato verso quest'ultimo. Anche in questo caso è necessario un buono controllo della bici e la capacità di guidare su terreni particolarmente accidentati o ripidi, ma è molto meno selettivo del percorso freeride.

si devono usare delle protezioni particolari?

Almeno il casco sempre!

Non tanto perchè sia richiesto per partecipare, ma perchè la vostra testa vale molto di più di qualsiasi considerazione economico/estetico/pratica. Il casco secondo noi dovrebbe sempre essere indossato da chiunque, e non solo al Miniraduno. La possibilità di cadere è sempre in agguato, per quanto remota, e avere un casco in testa può fare la differenza tra rialzarsi allegramente e ripartire un po' graffiati ma ridendo con gli altri, oppure dover tornare a valle su un elicottero.

Non serve per il Miniraduno, serve per voi.

Il Miniraduno è un ambiente educativo da questo punto di vista. Chi si vergogna perchè si sente a disagio usando un caschetto (di solito capita soprattutto tra i neofiti), rimarrà molto sorpreso nel vedere parecchi bikers, soprattutto quelli che affrontano i percorsi difficili, che prima di iniziare la discesa iniziano ad indossare gomitiere, ginocchiere, caschi integrali e protezioni che li fanno assomigliare più a robocop che a dei ciclisti.








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Il Miniraduno autunnale 2013
sarà domenica 13 ottobre
Moggio (LC) - rif. Cazzaniga Merlini
Le iscrizioni sono aperte