Miniraduno 2013 - itinerario

La destinazione di quest'anno è il rifugio Cazzaniga Merlini che svetta sopra i Piani di Artavaggio, Moggio (LC), dai suoi 1900 e rotti metri di altezza. Il panorama vale da solo la fatica di arrivarci... se non ci credete date uno sguardo alle foto presenti sul loro sito, o a quelle più in basso in questa pagina :-)

Quest’anno il lungo lavoro di preparazione e la ricchezza del luogo ci hanno consentito di aumentare la possibilità di scelta, sia in salita che in discesa.
Per andare dal punto di ritrovo al rifugio ci saranno due possibili salite a pedali e una parzialmente meccanizzata (in funivia), mentre in discesa gli organizzatori useranno ben tre tracciati differenti: facile, normale (anche definito all mountain o enduro), e difficile (freeride).
Avendo tutti gli itinerari come punto comune il Rifugio Cazzaniga Merlini, ogni partecipante potrà scegliere l’abbinamento che più si adatta alle sue caratteristiche e ai suoi gusti (oppure non seguire gli organizzatori e di spostarsi in maniera autonoma).

Visto che prima viene la salita, comincerò con la descrizione delle salite. Ricordo a tutti che non è una gara di discesa - anzi non è una gara e basta! - e che quindi i sentieri sono aperti e TUTTI possono transitarvi quindi pensate sempre che dietro ad una curva potrebbe esserci un bambino che gioca sul sentiero o un veicolo sulla strada sterrata, quindi siate sempre prudenti, almeno in discesa.

1. Salita intermedia.
Dal punto di ritrovo si sale su strada asfaltata, dopo poco più di un chilometro, dopo la galleria, sulla sinistra ci si può approvvigionare d’acqua a una fontanella. Il tragitto su asfalto ha una pendenza modesta (6,3 % di media). Al Km 5,5 si gira a sinistra* e si imbocca una strada sterrata in cui, anche in questo caso grazie il fondo abbastanza compatto e scorrevole e le pendenze mai proibitive, si pedala agevolmente (5,9% di media), al Km 11 troviamo la seconda fontanella sulla quale però non conviene fare molto affidamento perché è spesso senza acqua. Ancora un po’ di strada e finalmente possiamo godere della vista dei Piani d’Artavaggio, sulla destra domina la piramide di roccia del monte Sodadura, mentre poco più a sinistra si può scorgere il rifugio Nicola ma per noi le fatiche non sono ancora finite. Dopo aver attraversato i piani, pedalando quasi in piano come suggerisce il nome, ci aspetta l’ultima grande salita della mattina: dall’albergo Sciatori al rifugio mancano solo 3 Km ma sono con una pendenza media del 9,4% con punte oltre il 15%; pensate sia troppo? Poco male vorrà dire che farete a piedi gli strappi più impegnatevi e sicuramente tanti altri faranno lo stesso. Il dislivello complessivo in salita è di circa 1100 m.

* Proseguendo in salita su asfalto (nella direzione sbagliata) si trova a 0,8 Km una fontanella.

2. Salita Meccanizzata.
Si parte dal piazzale del ritrovo e si arriva fino ai piani di Artavaggio comodamente trasportati dalla funivia :-)

Poi dall’albergo Sciatori al rifugio Cazzaniga Merlini non è cosa di poco conto ma considerando i lunghi tempi a disposizione in relazione ai soli 3 Km si può tranquillamente chiamarla una passeggiata. I puristi della discesa magari storceranno un po’ il naso ma per poter godere dei servizi del rifugio migliore dei piani d’Artavaggio un po’ di fatica si può anche fare.

3. Salita impegnativa.
Per questo itinerario che ha un dislivello complessivo di 1250 m per 18,5 Km abbiamo previsto un primo tratto di riscaldamento costituito da brevi discese e brevi salite, seguito da due salite, la prima molto impegnativa mentre la seconda comune più semplice. Si parte in… Discesa! Attraverso il centro storico di Moggio e la frazione di Mezzacca dove finalmente si abbandona l’asfalto; ci sono due fontanelle: una al Km 3,1 e una al 3,7. Dopo il piccolo aggregato l’itinerario presenta una breve discesa per raggiungere il ponte sul Pioverna, finalmente comincia la Salita (la maiuscola non è a caso). Il fondo abbastanza sconnesso e la pendenza media del 10,5% daranno la possibilità ai salitomani di sfogarsi a pieno. Al Km 8,2, alla Culmine di S. Pietro, si trova nuovamente l’asfalto e 200m (distanza) più avanti una fontanella (è l’ultima del mattino sulla quale si può fare affidamento). Dal Km 9,6 si confluisce sull’itinerario della salita intermedia e i restanti 7,5 Km sono comuni.



ed ora, prima della discesa, qualche foto in anteprima per risvegliare la vostra attenzione !!!


1. Discesa facile.
Si ripercorre in gran parte la stessa strada fatta in salita che è una strada bianca con lievi sconnessioni e sempre ampia, una volta arrivati ai piani si procede assieme al gruppo AM fino al bivio per Vedeseta dove si continua a seguire la via dell’andata. Quando manca poco a raggiungere la sbarra prima dell’asfalto si imbocca un’altra strada bianca che si dirama dalla principale e che poco dopo si restringe ma rimane comunque liscia e scorrevole. Prima di arrivare all’asfalto abbiamo inserito un tratto di sentiero di montagna giusto per far provare a tutti il gusto della guida su single track; questo tratto è molto breve in modo da stuzzicare la voglia per chi non ha mai provato ma al contempo per non traumatizzare chi non se la sente di farlo in sella (si può fare tranquillamente tutto a piedi tanto è molto corto). L’ultima frazione dell’itinerario è su strada asfaltata.

2. Discesa intermedia
Il primo tratto di questo itinerario prevede di percorrere il sentiero ex skilift che da davanti al rif. Nicola conduce fino ai piani; Questo tratto ha anche la funzione di scremare il gruppo in modo da potersi fare un’idea su quale sia il livello di capacità di guida richiesto per concludere in sicurezza e divertendosi tutto il tracciato intermedio (se nel percorrere questo sentiero vi sentite in difficoltà e vi pare troppo difficile scendete pure a piedi ma poi passate al gruppo della discesa facile perché significa che quella intermedia non è adatta a voi). Il fondo presenta tutte le principali caratteristiche (erba, ghiaia mossa e buche compatte), il tutto condito da una pendenza abbastanza elevata per cui prestate parecchia attenzione perché basta veramente poco per cadere.
Dopo aver fatto questo primo tratto in compagnia dei free rider ne abbiamo uno con i principianti (con la possibilità di cambiare gruppo per chi lo ritiene opportuno) su gippabile, giusto per riprendersi. Dopo aver abbandonato i piani avremo un breve tratto in salita e poi una picchiata tecnica per 300 m di dislivello; da qui comincerà un lungo saliscendi stretto e tortuoso tutto da guidare che ci porterà fino alla culmine di S. Pietro. In questo tratto totalizzeremo altri 400 m di dislivello in salita.
Breve raccordo su asfalto e poi ancora sentieri, giù fino a Moggio. Tutto questo tratto è in discesa ed è in gran parte su single track, alcuni anche molto impegnativi sia per la pendenza che per la tecnicità.

3. discesa difficile.
Finito il primo tratto comune con il gruppo AM si imbocca un sentiero che scende nel Vallone di Artavaggio. Bisogna prestare molta attenzione perché, essendo la via più breve (e più ripida!) tra Moggio e Artavaggio ci sono elevate probabilità di incontrare qualche pedone, tuttavia, dato che il fondo è costituito da boccioni smossi e grosse placce di roccia fissa e che gli spazi sono ristretti, la velocità di percorrenza è sempre abbastanza bassa quindi a meno che uno non voglia costituire pericolo per se e per gli altri di proposito i rischi sono abbastanza bassi. E' un sentiero da freeriders duri e puri, astenersi perditempo e chiunque non abbia un controllo superbo sulla sua bicicletta. Già che ci siamo: è meglio avere una bici bella robusta.









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Il Miniraduno autunnale 2013
sarà domenica 13 ottobre
Moggio (LC) - rif. Cazzaniga Merlini
Le iscrizioni sono aperte